Nutrizione Sportiva a Milano e Torino

Alimentazione sportiva e salute: verità, miti e leggende

Nutrizione sportiva a Milano – Torino con Massimiliano Sciannanteno, Kinesiologo Sistematico ed esperto in nutrizione sportiva, Micro e Macro nutrizione, certificato Merida Healt Project.

L’idea che per molti anni l’ha fatta da padrona, è che per eccellere nello sport siano necessarie da parte del  nutrizionista sportivo regole alimentari sportive astruse e bizzarre, molti sportivi ricorrono infatti a diete di dubbia efficacia ottenendo risultati molte volte  poco soddisfacenti o in alcuni  casi molto negativi, soprattutto nelle loro attività sportive.

Le mie sedute di Kinesiologia Sistematica dello Sport abbracciano un’ampio spettro di problematiche, in ambito sportivo mi occupo prevalentemente di eliminare infiammazioni (che come tutti sappiamo sono la maledizione di ogni atleta).

Tutto ciò cercando di instradare lo sportivo all’interno di un percorso nutrizionale sportivo basato e costruito apposta per lui, partendo dal concetto che ognuno di noi ha problematiche e caratteristiche diverse.

Attraverso le mie sedute di Kinesiologia Sistematica e di Nutrizione sportiva a Torino ed a Milano ho collaborato con vari atleti professionisti o amatoriali, cercando sempre di studiare la situazione dal punto di vista individuale, ogni mente così come ogni corpo sono differenti ed è per questo che:

  • Per lo sportivo non esiste il modello alimentare per eccellenza.
  • Non si deve mangiare oltre il dovuto solo perché si teme di non avere energie o di avere carenze vitaminiche.

Il mio lavoro si concentra proprio su questo, offrire corrette nozioni di alimentazione sportiva per poter riequilibrare al massimo il rapporto tra cibo, prestazione e benessere dell’atleta, da anni collaboro con atleti di vario genere, dal corridore di atletica leggera al ciclista, cercando di capire come meglio armonizzare il loro nutrimento con il loro stile di vita e di allenamento.

 I 5 ERRORI DA EVITARE nella Nutrizione sportiva:

  1. Non mangiare dopo l’allenamento: 
    In questo caso sarà difficile che il maratoneta non riesca  ad assumere la  giusta quantità di carboidrati, è molto frequente che si possano verificare errori circa le modalità di assunzione.
    Se non assumiamo del cibo dopo l’allenamento renderemo  molto più difficile il modo di  ricostruire le scorte di glicogeno.
    Il mondo della ricerca ci comprova  che i tassi molto più importanti di ri sintesi del glicogeno si hanno negli sportivi che assumono carboidrati dai 20 ai 120 minuti dopo l’attività.
    Se non ci si nutre in questo lasso di tempo i  tassi di rigenerazione del glicogeno saranno notevolmente più bassi.
  2. Assumere troppi carboidrati: 
    Se non si vuole eccedere con le calorie sicuramente non dobbiamo eccedere con i carboidrati.
    Se nell’immediato pre-gara assumiamo carboidrati di in una gara di breve durata (fino ad un’ora) non faremo altro che stoppare il rilascio del glicogeno presente nel nostro corpo, tutto questo non viene compensato dall’aumento di glucosio circolante.
  3. Assumere sempre carboidrati con indice glicemico troppo basso: 
    I cibi con picchi  ad alto indice glicemico sono stati messi al bando da molteplici ricerche che hanno messo in discussione  il ruolo dell’insulina, reputandolo in maniera  sempre negativa.
    Se tutto ciò è veritiero a scorte di glicogeno ripristinate, è tuttavia non corretto nel dopo aver gareggiato o  dopo l’ allenamento.
    Quindi la verdura o la frutta non saranno alimenti preferiti al cospetto a pasta, pane, pizza, come ad esempio il fruttosio non sarà preferito rispetto  allo zucchero oppure miele.

    Tutto questo dipende da quando possiamo assumere carboidrati.
    Distanza di allenamenti oppure gare  di lunga intensità è sempre meglio riuscire a moderare il carico glicemico, al contrario invece dopo un all’allenamento oppure una gara di notevole intensità è consigliabile  usare alcuni cibi con un notevole indice glicemico che con  carico glicemico complessivamente non minimale.
  4. Assumere poche proteine: Il problema è in realtà opposto, un’alimentazione molto scarsa di proteine diciamo inferiore alla percentuale del 15% esso può rendere estremamente difficile il complesso lavoro  della ricostruzione muscolare dopo la sforzo ed il corpo non impara ad utilizzare le proteine come forza energetica.
    È quindi di fondamentale importanza seguire un modello alimentare stando attenti all’importanza della digeribilità ed al valore biologico dei cibi che ingeriamo (le uova ed i pesci di una certa rilevanza).
    Ad esempio la spigola e le uova di quaglia hanno proteine con un indice biologico molto elevato e sono addirittura molto digeribili, si possono usare anche integratori con un’alta certificazione di qualità, tutto questo in funzione della frequenza, intensità e durata nel tempo del lavoro che si prevede di svolgere.
  5. Assumere pochi grassi: 
    Se partiamo dal pensiero sbagliato che per perdere peso basterebbe diminuire notevolmente i grassi, questo pensiero estremamente errato comporta molto difficile la gestione delle fonti energetiche, tutto questo perché il senso di sazietà dato dai grassi fa notevolmente abbassare il senso di fame, ed eliminando notevolmente  i grassi si comporterà ad avere come priorità energetica i carboidrati.
    Questi verranno notevolmente sprecati anche in  attività a bassa o moderata intensità.
    In questo caso la percentuale non dovrebbe mai scendere sotto il range del 20% ma sopratutto l’apporto di questi grassi dovrebbe essere di tipo soprattutto di Omega3.

Quanto sono importanti le proteine nello sport? Risponde il Nutrizionista sportivo

Nella nutrizione sportiva è corretto assumere proteine dopo l’allenamento? 

Dopo l’allenamento il nostro organismo si trova in un periodo definito di supercompensazione, durante il quale è predisposto ad assorbire ed utilizzare i nutrienti a scopo anabolico, cioè per ricostituirsi, un po’ come se fosse una spugna.

Però questo periodo va diviso in due parti:

I primi 120 minuti, nel momento cui questa condizione è all’apice massimo e nelle ore dopo durante il momento in cui la situazione sta andando affievolendosi, per poi ritornare al punto di partenza.

Quindi non ha nessun senso ingerire proteine nell’immediato dopo allenamento, non verranno utilizzate e questo perché la digestione, che richiede molto tempo, non le renderà disponibili nei primi 120 minuti

La strategia ideale quindi è:

Assumere amminoacidi (meglio se ramificati) immediatamente dopo l’allenamento che, essendo disponibili per l’organismo in pochi minuti, verranno utilizzati proprio nei primi 120 minuti, molto più importanti ai fini anabolici (ricostruttivi).

Questi amminoacidi possono essere associati ad una quota di carboidrati a rapido assorbimento (es. zucchero) in funzione dell’intensità dello sforzo prodotto.

Assumere proteine complete nel pasto successivo all’allenamento (dopo una-due ore) che saranno comodamente disponibili per l’organismo durante la fase più tardiva del recupero.

L’associazione di nutrizione sportiva Merida Health Project nasce per porre in contatto due categorie di persone:

  • Gli appassionati sportivi amatori e professionisti che combattono per uno sport “pulito”, che non fanno uso di sostanze dopanti, che credono in uno stile di vita sano e che prediligono rivolgersi a Professionisti della salute (medici, biologi nutrizionisti, osteopati, massofisioterapisti, kinesiologi, ed educatori alla salute) per ottimizzare il loro benessere e quindi le prestazioni sportive.
  • I Professionisti della salute, sopra citati, esperti nel seguire la preparazione atletica dello sportivo esercitando la propria specialità usando terapie naturali e non invasive, in grado di gestire la salute dello sportivo e quindi insegnandogli come ottimizzare le proprie performance sportive.

Massimiliano Sciannanteno Esperto di Nutrizione sportiva Milano-Torino, CONTATTAMI ORA!

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